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Il viaggio nello spazio
La Vetta, il diario di bordo di Franco Malerba.
Introduzione
"Prima di incontrarla, credevo che gli astronauti
fossero tutti dei marcantoni...". "Il training
fisico e psicologico dev'essere durissimo...".
"Ma con questo satellite al guinzaglio, cosa siete
andati a fare lassù?". "La vita a
bordo com'è?". "Allora lei, che è
stato sulla Luna, ci potrà dire...".
C'è una curiosità genuina sull'esplorazione
spaziale, talvolta perfino un po' ingenua, che è
ancora poco soddisfatta; per i più l'orologio di
questa avventura si è fermato allo sbarco sulla
Luna. D'altra parte quel momento del luglio 1969 fu davvero
l'evento "storico" del millennio: per la prima
volta Umani posero piede su un altro pianeta. Non era
l'inizio della colonizzazione dello spazio, ma era la
prova che la nostra tecnologia ci permetteva di distaccarci
fisicamente dalla Terra.
Un grande merito della NASA è stato quello di averci
fatto vivere quei momenti in diretta tramite la televisione;
quelle immagini e quella trepidazione per i primi passi
di Neil Armstrong sulla polvere millenaria del suolo lunare
hanno marcato una generazione, hanno ispirato e incoraggiato
all'impegno nello studio scientifico tanti ragazzi che
ora sono tecnici, ingegneri, piloti, scienziati.
La vigilia del mio lancio, al quartiere degli astronauti
del Kennedy Space Center, un po' isolato dal mondo per
via della quarantena, ricevevo notizie sul tifo di quel
centinaio di italiani che erano venuti spontaneamente,
a loro spese, fin là, per assistere a quella partenza;
molti altri ci seguivano da casa tramite la televisione
e i giornali. Forse era la curiosità, forse era
affetto per un connazionale alle prese con un progetto
potenzialmente carico di imprevisti.
In quelle ore ho sentito il desiderio e il dovere di documentare
quelle situazioni straordinarie in una narrazione personale
della mia missione, per riferire almeno in parte questa
esperienza ai miei compatrioti, ai contribuenti italiani,
i nostri silenziosi azionisti; di presentare la nostra
impresa anche e soprattutto ai non addetti ai lavori,
con un pensiero speciale per i giovani, ai quali spero
che il fascino dell'esplorazione possa ispirare ancora
l'interesse per lo studio e il coraggio delle scelte impegnative.
Per questo riconosco all'editore Gian Marco Tormena, oltre
al rispetto per il rischio imprenditoriale inerente alla
realizzazione di questo libro, la gratitudine di avermi
permesso di tradurre in realtà un impegno morale
per me molto importante.
La missione scientifica cui ho partecipato è il
frutto di una formidabile collaborazione tra Italia e
Stati Uniti; i protagonisti del mio racconto sono i miei
compagni di avventura, gli astronauti della missione STS-46.
Mi è parso cortese esprimere questo racconto anche
nella lingua dei colleghi americani, nella nostra lingua
comune di lavoro: l'inglese. Per fare questo avevo bisogno
di un aiuto esperto e dedicato. Fortunatamente non ho
dovuto cercare lontano: mia moglie Marie-Aude, che ha
partecipato e vissuto personalmente questa avventura,
mi ha offerto la sintesi fra la competenza linguistica
e la conoscenza dei fatti personalmente vissuti, oltre
all'incoraggiamento affettuoso che mi era ugualmente necessario.
Ringrazio i colleghi dell'ASI (l'Agenzia Spaziale Italiana),
il Presidente Professor Luciano Guerriero e il Direttore
Professor Carlo Buongiorno per aver tradotto in realtà
la missione TSS-1 e la comunità scientifica italiana
e americana per avermi scelto e dato fiducia per il compito
di operatore scientifico di bordo.
Ringrazio la NASA per avermi trasmesso le competenze necessarie
per salire a bordo dello Shuttle, per avermi accettato
con amicizia nel gruppo più prestigioso dei pionieri
dello spazio.
La mia gratitudine sfuma nell'affetto per tutti gli amici
e colleghi dell'Astronaut Office della NASA, dove ho trascorso
tre anni tra i più interessanti della mia carriera.
Il nostro è tempo di rapidi cambiamenti: è
passato poco più di un anno dalla mia missione
e già lo scenario economico e politico globale
è cambiato sostanzialmente.
Ma pur nell'evoluzione delle priorità della nostra
società, lo Spazio resta un territorio inesauribile
di ricerca, una palestra formidabile di nuove tecnologie.
E gli astronauti, sempre meno supermen e sempre più
operatori scientifici, soggetti attivi di esperimenti
medici, collaudatori sul campo, continueranno ad offrire
un elemento di flessibilità e di creatività
preziose per l'interpretazione di situazioni sperimentali
nuove; talvolta, proprio come nella nostra missione, risolveranno
situazioni di avaria delle apparecchiature di bordo altrimenti
irrimediabili.
Mi auguro che l'Italia e l'Europa potranno continuare
a giocare un ruolo di primo piano in questo campo in un
quadro di crescente collaborazione internazionale.
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Volume
cartonato con sovracoperta |
Formato:
24x22 cm. |
Numero
di pagine: 264 |
Numero
illustrazioni a colori: 245 |
Edizione
bilingue (italiano-inglese) |
ISBN:
88-86017-11-1 (C) 1993 Tormena
Editore |
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Tutto
su Franco
Malerba: testi, interviste,
immagini, video.
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