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IL RUOLO DEL BUON PARLAMENTARE EUROPEO
TRA DIPLOMAZIA E LEADERSHIP POLITICA

Franco Malerba, Deputato al Parlamento Europeo, 8-6-1999.

Se dovessi stabilire dei criteri di selezione per un buon parlamentare europeo cercherei in cinque categorie:

1. leadership politica
2. cultura e competenza
3. assiduità ed esperienza
4. capacità di strategia in ambiente internazionale
5. capacità di organizzazione e salute robusta

Leadership politica.
Nell'arena di un Parlamento internazionale è necessario comunicare con forza e con sofisticazione, possibilmente in più lingue: bisogna saper suggerire idee comprensibili e suggestive, sufficientemente coraggiose ed originali da destare attenzione, ma sufficientemente realistiche da risultare fattibili, credibili e quindi degne di collaborazione dalla maggioranza. I giochi di parole e il politichese riescono inefficaci attraverso le traduzioni!

Cultura e competenza.
Nell'affermare un'idea uno deve apparire (meglio essere) convinto e competente, resistere al contradditorio, controbattere con fatti, dati ed esempi. Solo se si possiede il tema si riesce in questa competizione; non è necessario essere il massimo esperto ma bisogna possedere il dossier. Per questo bisogna studiare in continuazione, specializzarsi in alcuni settori, costruirsi una rete di contatti esperti, utilizzare gli strumenti delle audizioni, dei seminari e dei dibattiti per affinare ed eventualmente correggere i propri convincimenti (quando mi sono dovuto occupare della Slovenia ho studiato per un'estate la storia dei popoli dei Balcani, .. ma nel settore delle tecnologie innovanti per l'industria me la cavo benino dopo venti anni di esposizione a questi temi nell'industria e nella ricerca).

Assiduità.
Un parlamentare europeo deve gestire due uffici (uno nella propria sede di residenza e uno a Bruxelles) in quanto deve trascorrere circa quindici giorni al mese fuori casa a Bruxelles o a Strasburgo. Deve affermare con successo e in modi diversi la sua azione sia nella Commissione parlamentare di cui fa parte che nel gruppo politico di appartenenza che nel Parlamento intero. Mai potrà affermare un punto di vista egoistico a dispetto dei propri colleghi! Nel PPE (Partito Popolare Europeo) esiste una regola per cui, se non si ha partecipato direttamente al lavoro sul dossier specifico in commissione o in gruppo di lavoro, non si ha diritto di parola in aula. Il PPE costruisce anche regolarmente una pagella del comportamento dei singoli parlamentari, da cui poi discende la possibilità di accedere a compiti e cariche. Il parlamentare che ha più responsabilità politica è quello che determina la lista di voto. È il coordinatore del lavoro di commissione che ha questo ruolo; non sono I presidenti che fanno il vero lavoro politico, ma i coordinatori! & e gli Italiani non hanno alcun coordinatore nelle commissioni più importanti.
Esistono certo i professionisti dell'interrogazione, anche perchè questo è uno strumento poco impegnativo e di facile uso. Ma il vero lavoro legislativo del Parlamento è quello dei rapporti e per essere nominato relatore di un rapporto bisogna meritarselo (cioè avere la fiducia di colleghi e avversari). (Come annotazione personale, a me è capitato di essere relatore 28 volte, mentre la media di tutti i parlamentari italiani del collegio Nord Ovest - Lombardia, Piemonte, Liguria e Valle d'Aosta - è dell'ordine di 3).

Capacità di strategia in ambiente internazionale.
La legge della democrazia dice che la maggioranza (presente!) vince. È importante saper convincere e coinvolgere colleghi dello stesso schieramento attraverso le diverse nazionalità; è importante poter influenzare e orientare un grande gruppo politico (il PPE nel nostro caso) ed è importante essere rappresentati nel Direttorio del Partito di appartenenza. Sono senza chance coloro che non hanno gruppo politico riconosciuto (non-iscritti) o coloro che non lavorano sula dimensione sovranazionale. Il Parlamento Europeo è organizzato per gruppi secondo la sensibilità politica e per ogni membro del Parlamento è importante godere della stima e del rispetto, oltre che del proprio gruppo, anche dello schieramento concorrente, soprattutto della parte non-connazionale, perchè - attraverso il confronto degli interessi nazionali - questa potrebbe diventare alleata su particolari dossiers. È importante mantenere un coordinamento con il proprio Governo Nazionale (anche se si è all'opposizione) nell'interesse del Paese. Per questo ritengo che il lavoro del Parlamentare Europeo abbia alcune caratteristiche di un lavoro diplomatico.

Non è vero che il Parlamentare abbia una spiccata connotazione regionale: le Regioni hanno la loro rappresentanza diretta nel Comitato delle Regioni e dovrebbero avere i loro canali con la Commissione Europea (in alcuni paesi europei come la Francia e Germania i parlamentari europei sono eletti con un metodo elettorale a scrutinio nazionale!). Ma è vero che la comunicazione con le istituzioni europee è sempre più importante a tutti I livelli e deve percorrere tutti I canali possibili, anche quello tra istituzioni locali e parlamentari europei; personalmente considero molto positivo il ruolo di consigliere comunale che ho mantenuto per portare la cultura e la testimonianza europea nel Consiglio della mia città. Il mio contributo è stato per forza di cose più di qualità che di quantità e se sarò riconfermato al Parlamento Europeo cercherò di aiutare la Giunta di Genova a fare bene il suo lavoro per il progetto di "Genova città della cultura europea 2004".

Organizzazione e ruoli.
Il parlamentare europeo ha un compito difficile e poche risorse per realizzarlo: ha bisogno di due uffici efficienti, uno nella sua base di residenza e uno a Bruxelles per seguire il lavoro parlamentare. Ricordo che elaborare un rapporto significa almeno 8 appuntamenti di discussione e interazione con i colleghi ed ognuno dui questi va preparato. (1.asseganzione competitiva del rapporto, 2. primo scambio di opinioni, 3. discussione sulla prima stesura, 4. discussione sulla proposta di rapporto, 5. discussione sugli emendamenti proposti, 6. voto finale in commissione, 7. discussione in gruppo di lavoro e lista di voto, 8. emendamenti e voto finale in plenaria). L'ufficio nella sede di residenza serve per preparare tutto il resto; dalle relazioni istituzionali alle relazioni con la gente, dall'organizzazione di seminari e dibattiti alla comunicazione esterna, dall'organizzazione dell'agenda e degli spostamenti all'amministrazione, dall'informatica all'aggiornamento permanente. Rispetto a questo tema dell'aggiornamento è importante per il Parlamentare europeo tenersi informato su :

la politica del proprio paese soprattutto come coordinamento interistituzionale (Commissioni omologhe del Parlamento Europeo e del Parlamento nazionale)
la stampa e la politica dei principali paesi europei (es: armonizzazione fiscale, politica dei trasporti, politica per I giovani e riconoscimento dei titoli di studio)
la stampa specializzata e la politica internazionale (es: contenziosi del commercio internazionale, nuove regole comuni del commercio elettronico e dell'internet)
la politica locale e informare o allertare le isitutuzioni locali, suggerire opportunità alle categorie economiche, raccogliere e portare a buon fine istanze particolari di origine europea (es: salami di Sant'Olcese).

In conclusione.
Il ruolo e le regole del lavoro del parlamentare europeo sono dettati dai trattati e dai regolamenti; il parlamentare europeo non può e non deve essere un lobbista di interessi particolari o locali & nè un conquistatore di fondi comuni europei in rappresentanza di un governo locale. Se così facesse si capirebbero subito le sue intenzioni e la sua credibilità e autorevolezza immediatamente ridimensionata. L'assenteismo di taluni parlamentari dipende - a mio avviso - proprio dalla distanza tra aspettative iniziali e realtà: se da una parte potrebbe sembrare magnifico il modello del commesso viaggiatore che parte con la valigia dei sogni e dei progetti per Bruxelles e torna con i soldi per farli dall'altra la realtà vera è fondamentalmente diversa. Il punto di arrivo futuro (per ora ancora teorico) del Parlamento Europeo è di avere i poteri e le responsabilità di legiferare sui grandi temi delle regole comuni, degli investimenti strategici, dei mezzi economici e degli obiettivi (ways and means) della politica della "federazione degli stati Europei". Questo non è ancora pienamente realizzato anche perchè questa evoluzione comporterebbe un declassamento dei Parlamenti Nazionali a parlamenti "locali", un qualcosa che non è ancora compatibile con la cultura di questa generazione. Forse sarebbe bene avere il coraggio di questa "iperbole" di lungo termine in mente, di avere questo modello come bussola per capire come giudicare e dare vero sostegno al lavoro del Parlamento Europeo e così anticipare la realizzazione del nostro destino. Ma non sempre dire la verità paga. Forse anche per questa distanza tra aspettative e realtà (nonostante la qualità delle persone), l'impressione del cittadino italiano è di non essere stato rappresentato finora in modo ottimale in Europa.


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