Il Festival dello Spazio di Busalla 2020 si svolgerà nei giorni 3, 4 e 5 luglio a Villa Borzino in Busalla. Come annunciato alla cerimonia di chiusura del Festival 2019, l’edizione 2020 del Festival avrà come particolare tema scientifico “la vita nel cosmo”.

Lo sbarco sulla Luna fu una cosa così straordinaria che l’equivalente oggi sarebbe la scoperta degli alieni – Michael Collins, Apollo XI

Si parlerà di missioni spaziali destinate allo studio degli esopianeti, si approfondirà il tema della dinamica biochimica della nascita della vita e si passerà in rassegna ambienti inusuali, terrestri ed extraterrestri ove la vita potrebbe svilupparsi. Non mancherà un incontro con il presidente dell’organizzazione SETI (Search for extraterrestrial Intelligence) ai confini della fantascienza. Ci sarà una sessione dedicata al tema astrofisico più “caldo” del momento: la materia e l’energia oscura, entità “paradossali” che riempiono il vuoto invisibili e impercettibili. Gli astrofisici perlustrano nuove vie di ricerca con gli strumenti della matematica e della simulazione computazionale. Ci sarà l’ormai consueta mini-sessione dedicata alla New Space Economy dedicata alle aziende che portano l’innovazione tecnologica spaziale nelle attività terrestri tradizionali.

I contenuti del Festival

Il programma scientifico. La questione intriga l’uomo da quando ha cominciato a guardare il Cielo interrogandosi sulla sua solitudine; fin dalle origini gli Umani si sono avventurati in territori inesplorati alla ricerca di nuove possibilità di sopravvivenza e di sviluppo, hanno saputo adattarsi a condizioni ambientali diverse. Ovunque sulla Terra l’uomo ha trovato vita, e ha impiantato vita. Negli ultimi 50 anni abbiamo iniziato l’esplorazione del nostro Sistema Solare, abbiamo sondato spazi interplanetari e abbiamo messo piede sulla Luna. L’evento di portata epocale equivalente alla conquista della Luna oggi potrebbe essere la scoperta di forme di vita nel cosmo. Negli ultimi anni infatti si sono identificati – grazie in particolare alla sonda CHEOPS – innumerevoli altri pianeti che ruotano intorno ad altre stelle, i cosiddetti pianeti extrasolari, o exoplanets, che si contano a miliardi solo nella nostra Galassia. Sono mondi, decisamente fuori della portata delle nostre astronavi e alcuni di essi, di caratteristiche abbastanza simili alla Terra, potrebbero ospitare la vita. Se davvero qualche lontano pianeta ospitasse vita, di che vita si potrebbe trattare? Se esistessero altri esseri consapevoli nell’universo, potremo mai arrivare a comunicare con loro? Il programma scientifico del Festival – le relazioni degli studiosi, planetologi degli esobiologi e la mostra Esopianeti di Euresis – ci aiutano a definire gli scenari compatibili con la vita in diversi ambienti estremi, terrestri ed extraterrestri. L’esposizione delle missioni CHEOPS e JUICE – l’una appena lanciata, l’altra in preparazione – ci iniziano rispettivamente alla esplorazione degli esopianeti terrestri e delle lune ghiacciate di Giove. L’esplorazione umana di Luna e Marte, che è nei piani delle Agenzie Spaziali, conduce a ricerche nel campo dell’ingegneria di ecosistemi sostenibili, “serre spaziali”, che dovrebbero darci autosufficienza nello spazio e che suggeriscono anche modelli di sviluppo ecologico sulla Terra. Se la questione della vita extraterrestre è una ricorrente curiosità popolare collettiva, la comunità degli astrofici lavora a tutto vapore sugli interrogativi aperti attorno a materia ed energia oscure, realtà invisibili che popolano e regolano a nostra insaputa la tessitura del cosmo. È in gioco la coerenza dei nostri modelli cosmologici e la sfida intellettuale si allarga anche sul piano della filosofia e della metafisica. Anche per questo ci saranno al Festival i contributi del ricercatore scienziato e quello dello scienziato teologo.

Mostra Exoplanets

Durante il Festival sarà esposta la mostra “Exoplanets”, prestata dal Meeting di Rimini, www.meetingmostre.com realizzata dall’associazione di Astronomia e Astrofisica Euresis. Con una importante sequenza di pannelli la mostra Exoplanets insegna come si scoprono gli esopianeti, quali missioni spaziali hanno raccolto immagini e dati di questi mondi; come si formano i pianeti e quali meccanismi astro-chimici possono portare alla complessità della vita. La mostra è commentata al Festival dello Spazio da Benedetta Valerio.

Coltivazioni subacquee: Nemo’s Garden.

Si può coltivare il basilico anche sott’acqua! Trattando di biologia in ambienti non convenzionali, non-terrestri, il Festival ci porta idealmente a Capo Noli ove è in corso un originale esperimento di coltivazione alternativa, subacquea, dell’azienda Ocean Reef particolarmente utile per le regioni del mondo ove la terra coltivabile è scarsa e le aree sottomarine sono vaste e non sono sfruttate. Il Basilico viene coltivato in serre sottomarine e le caratteristiche fitochimiche del basilico subacqueo vengono confrontate con il basilico terrestre coltivate in condizioni normali al Centro di Ricerca Orticoltura e Florovivaismo (CREA) di Sanremo.

La sessione New Space Economy.

Si rinnova l’esperienza sperimentata nell’edizione 2019 del Festival del workshop dedicato alla “New Space Economy”, ovvero a quel mondo di iniziative imprenditoriali che utilizzano ed elaborano i dati generati dalle infrastrutture satellitari per applicazioni e servizi in settori produttivi tradizionali. Interviene nello scambio di esperienze la Fondazione Amaldi che promuove la Space Economy attraverso il fondo di investimento Primo Space.

Porchetta Mission: lo spettacolo.

E’ un monologo scritto e interpretato da Gianfelice D’Accolti, in chiave ironica e surreale che racconta del viaggio verso una meta siderale, l’asteroide Porchetta. Il nostro future “spazio-comico” fatto di dominio e colonizzazione: dominio sull’uomo e colonizzazione dell’universo. Della scienza messa al servizio del potere; di scienziati ormai privati della loro creatività e messi sotto torchio in cambio di un pò di soldi e di una villa e di qualche macchina potente. Insomma, scienziati schiavi, ma ricchi. Si immagina un viaggio verso l’uniformità, un destino futuro di schiavitù e spersonalizzazione. Di quando tutti vivremo, e non soltanto guarderemo uno stesso canale, un canale monologante per tutti, politico economico e sociale. L’opera è stata messa in scena a Prato, Cantù, Torino, Bari, Laterza(Ta)

Attività nel Parco: simulazione fedele dell’allunaggio.

Considerato il successo della dimostrazione dell’allunaggio Apollo XI con un LEM-drone durante il Festival 2019, si ripropone la complessa manovra “spaziale” anche nel 2020 con una simulazione ancor più fedele in quanto il LEM-drone questa volta è in grado, non solo di atterrare secondo l’originale piano di volo della amissione Apollo, ma anche di separarsi in due sezioni di cui l’una resta al suolo e l’altra riparte, idealmente per raggiungere l’astronave madre in orbita lunare.